Mercoledì 11 Febbraio 2009 16:20 Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Agosto 2009 13:26
Il paese sorge su una collina a 503 metri d'altezza , a pochi chilometri dal Lago di Bolsena. San Lorenzo Nuovo è situato al punto di incontro fra la Via Cassia che unisce Roma alla Toscana e la Strada Maremmana che unisce Orbetello e Pitigliano a Orvieto. A differenza dei centri vicini, tipicamente medievali, conserva un centro storico d'impronta neoclassica che risale al Settecento. Il paese si caratterizza per le sue case uniformi e basse, dominate dalla chiesa di San Lorenzo che si affaccia su una grande piazza ottagonale. Fa parte del territorio comunale una porzione della spiaggia del Lago di Bolsena (San Lorenzo al Lago).

In piazza come a Copenaghen
La via Cassia, nel tratto che congiunge Acquapendente e Bolsena, all'altezza del km 124, attraversa nel suo bel mezzo una piazza ottagonale, passando davanti ad una imponente Chiesa. È il cuore di San Lorenzo Nuovo, interessante esempio di pianificazione urbanistica settecentesca, è la sua vasta piazza, piazza Europa, dove sorge appunto la cattedrale di San Lorenzo Martire. La cittadina si trova sul versante interno settentrionale del recinto craterico del lago di Bolsena e domina da un lato la conca lacustre, dall'altro la pianura di Acquapendente, all'incrocio della via Cassia con la Maremmana (statale 74).
Questa fortunata posizione venne preferita nella seconda metà del '700 a quella del vecchio paese (San Lorenzo alle Grotte, di cui ora non rimane più nulla se non qualche rudere di un castello), situato in una valletta poco più a sud, a ridosso del lago in una zona dall'aria malsana e soggetta a periodiche inondazione e alla malaria. L'iniziativa fu promossa da Pio VI, allora tesoriere apostolico, che, visti gli inutili tentativi di bonificare la zona, indusse papa Clemente XIV a trasferire tutta la popolazione in un luogo più salubre.
San Lorenzo sorgeva, prima del 1774, in una zona sottostante, più in prossimità del lago. La zona, come ricordato nella tavola di marmo incorniciata nella piazza, era oltremodo malsana, e Pio VI al tempo in cui era tesoriere apostolico, visti gli inutili sforzi compiuti in tanti anni per cercare di bonificare la zona, indusse il Pontefice Clemente XIV a prendere la drastica decisione, ma in verità l'unica, di trasferire tutta la popolazione in una zona più salubre.
L'incarico del progetto fu affidato all'architetto Francesco Navone, il quale, con una visione moderna e innovatrice, sviluppò la pianta del nuovo paese sul modello della piazza Amalienborg di Copenaghen, a forma ottagonale, da cui si dipartono vie dritte e larghe che si intersecano ad angolo retto.

Papa Clemente XIV

Pio VI
Divenuto Pontefice, Pio VI si adoperò affinchè l'opera fosse portata a termine affidando l'incarico al Cardinale Guglielmo Palletta, vicetesoriere Apostolico. Nella zona prescelta, una vasta pianura sulla collina sovrastante, fu portata l'acqua e praticamente fu fondata la città di San Lorenzo Nuovo. In segno di gratitudine i cittadini posero la tavola di marmo per ricordare il loro salvatore ed il fondatore della nuova città. L'anno di Grazia MDCCLXXIX

Domina la piazza, con i suoi 34 metri di altezza, la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Lorenzo Martire dove è custodito un Crocifisso ligneo del XII secolo e si possono ammirare due bellissime tele del pittore fiorentino Jacopo Zucchi, oltre che la pala d'altare con il Martirio di San Lorenzo. Opera anch'essa dell'architetto Francesco Navone, la chiesa tende ad esaltare un'essenzialità geometrica sia nella nitida stesura delle superfici, sia nell'interno a pianta longitudinale a navata unica con cappelle laterali. Sul portone centrale è visibile lo stemma di papa Pio VI che ne rese possibile la realizzazione.

Altri luoghi da visitare
Chiesa rurale di Torano
Sorta sui resti di un antico tempio etrusco , dedicato alla vergine Turan, è intotalata alla Madonna di Torano, raffigurata in un affresco della seconda metà del ‘400 con Bambino benedicente.

Chiesa di Santa Maria Assunta
La chiesa venne edificata nel 1700 accanto al Convento dei Padri Cappuccini e , stranamente è molto piu’ grande delle altre chiese costruite per servire ordini monastici. L’interno , a navata unica con sei cappelle laterali, venne finemente decorato dal frate cappuccino Fedele da San Biagio .
CHIESA DI SAN GIOVANNI IN VAL DI LAGO
La chiesa fu eretta tra il 1563 e 1590 sui resti della chiesa già intitolata a San Giovanni Battista. Ad opera dell’architetto Pietro Tatarino. L’edificio , è costituito da un corpo di forma ottagonale e da un presbiterio rettangolare di dimensioni piu modeste rispetto all’aula principale .
La via Francigena
Da Canterbury alla Terra Santa
Una di queste vie, la più importante, quella che portava a Roma, era appunto la Francigena, così chiamata perché attraversava tutta la Francia, partendo da Canterbury in Inghilterra, ed era anche detta Romea, perché portava a Roma. E un suo tratto si svolgeva proprio attraverso l'Alta Tuscia, passando per i centri di Proceno, Acquapendente, San Lorenzo Nuovo e Bolsena .


Dai Longobardi ai Franchi
In realtà, le origini di questa Via, almeno per quel che riguarda l'Italia, vanno ricercate ancora più indietro nella storia. Essa era infatti la strada di raccordo tra la Padania e la Tuscia (i due territori in cui era diviso il regno dei Longobardi), l'unica praticabile per non avvicinarsi troppo alle zone controllate dai Bizantini. Allora veniva chiamata Strada di Monte Bardone, derivato dall'originario Mons Longobardorum, con cui veniva definito nel Medioevo il territorio intorno all'Appennino Tosco-Emiliano. Con il crollo del regno longobardo e l'awento della dominazione franca, l'antica strada accrebbe la sua importanza, divenendo quella che ancora oggi chiamiamo Via Francigena.

Suggestioni e fascino d'altri tempi
Ripercorrerla oggi significa immergersi nella suggestione del fascino di un'altra era. E cioè tanto più possibile in quanto, in un paesaggio che è rimasto pressocché immutato, ancora si ritrovano monumenti edificati in quei secoli, come la chiesetta di Santa Maria del Giglio a Proceno, la cattedrale del Santo Sepolcro, ad Acquapendente o la chiesa di Santa Cristina a Bolsena.






